Colesteatoma e trattamenti

Per colesteatoma si intende un accumulo di squame epidermiche (pelle desquamata) nella cassa del timpano o nella mastoide od in entrambe (strutture anatomiche dove abitualmente tutto ciò non avviene). L’accumulo di questa pelle produce una masserella, di colorito biancastro (tipo cisti) che tende progressivamente ad aumentare di volume distruggendo gli ossicini dell’orecchio medio e le cellule mastoidee con ripetute infezioni.

Figura. Colesteatoma

Figura. Colesteatoma

Il sintomo più frequente è quindi la comparsa di episodi di otite recidivanti che si accompagnano a sordità di vario grado. Anche se più raramente, tuttavia possono comparire complicanze più gravi quali la paralisi del nervo facciale o addirittura la meningite. Dal punto di vista etiopatogenetico si possono distinguere una forma acquisita ed un’altra congenita.
La diagnosi è posta tenendo conto della sintomatologia riferita dal paziente, dell’esame obiettivo otomicroscopico e dell’indagine audiometrica tonale che permette di quantificare l’entità della perdita uditiva. L’indagine TAC delle rocche petrose consentirà inoltre di verificare la sede della lesione, la sua estensione oltre che il grado di coinvolgimento sia delle strutture dell’orecchio medio (catena degli ossicini) che dell’orecchio interno (canale semicircolare laterale) oltre che del tegmen (struttura ossea che separa l’orecchio medio dalla meninge). Numerose sono le tecniche chirurgiche e le relative varianti indicate nel trattamento del colesteatoma. E’ nostra abitudine adattare le diverse procedure chirurgiche alle specifiche situazioni cliniche del singolo paziente. Tra le diverse tecniche chirurgiche esistono i diversi tipi di timpanoplastiche nelle varianti aperta e chiusa, la radicale classica o modificata. Il risultato che dunque deve prefiggersi la chirurgia del colesteatoma è quello di eradicare la patologia mantenedo o migliorando l’udito pre-operatorio.
Non sempre è possibile ottenere ciò con un solo intervento talvolta è necessario stadiarlo in due tempi di cui il primo tempo teso ad eradicare l’infezione ed il secondo tempo funzionale teso al ripristino dell’ udito. Tali interventi sono eseguiti in anestesia generale e richiedono un ricovero minimo di due o tre giorni. Il paziente una volta operato, verrà sottoposto a controlli periodici tramite valutazione audiometrica (tests di valutazione dell’udito) ed otoscopia.
Tali controlli dovranno essere effettuati dal paziente non solo per il primo anno dopo l’intervento ma per tutta la vita (data la tendenza alla recidiva del colesteatoma) con una periodicità di una o meglio due volte l’anno.