Diagnosi e terapia

Diagnosi

L’anamnesi (storia clinica) del paziente può dare allo specialista utili ragguagli circa il tipo di vertigine (otologica, centrale, cervicale etc.). Una attenta valutazione otoneurologica, i test della funzione uditiva (tests audiometrici) e vestibolare oltre che indagini di laboratorio, strumentali e radiologiche completeranno l’iter diagnostico.

 
Terapia

Può essere medica, riabilitativa o chirurgica a seconda dei casi.

La terapia medica è indicata in tutte quelle situazioni in cui la vertigine sia conseguenza:

  • di disturbi della circolazione (ipertensione arteriosa, insufficienza del circolo vertebro-basilare, etc.). In tali casi potranno essere d’aiuto i vasodilatatori, i regolatori del microcircolo;
  • di infezioni (otite acuta o cronica) che andranno curate con adeguata terapia antinfiammatoria e/o antibiotica.

La terapia medica è indicata inoltre nei casi in cui la vertigine sia conseguente a disturbi di tipo metabolico o allergico ovvero a stress, sindrome ansioso – depressiva e crisi di panico.

La terapia di tipo riabilitativo trova il suo fondamento nelle vertigini cosiddette posturali o posizionali come la canalolitiasi in cui la vertigine compare improvvisamente in seguito a movimenti o a cambiamenti di posizione del capo che si verificano per lo più a letto(nel coricarsi o alzarsi). In questi casi si effettuano particolari manovre (Epley, Semont) che risolvono o riducono la sintomatologia. La durata di un tale trattamento va dai 45 ai 60 minuti, talvolta è necessario ripeterlo nel tempo. La riabilitazione vestibolare può essere utile anche nelle persone anziane che soffrano di vertigini soprattutto nei movimenti di flessione ed estensione del capo. In questi casi particolari esercizi che stimolano il movimento oculare migliorano la sintomatologia.

La terapia chirurgica è indicata sia nei casi in cui non si riesca a controllare, con la terapia medica particolari quadri clinici quali la malattia di Mèniere, le fistole perilinfatiche o in caso di tumori (neurinoma dell’acustico) e/o compressioni vascolari sul nervo vestibolare.

 
Fistola perilinfatica

La vertigine, associata o meno ad ipoacusia, può essere conseguenza di una fistola perilinfatica. Si tratta di una fuoriuscita di liquidi dell’orecchio interno verso l’orecchio medio (attraverso una delle due finestre che separano l’orecchio interno dall’orecchio medio). La fistola può comparire spontaneamente o può essere conseguente ad un trauma cranico, a repentini cambi di pressione atmosferica (barotrauma) od ad un intervento chirurgico sull’orecchio medio. Normalmente si risolve spontaneamente ma se i sintomi persistono è indicato effettuare una timpanotomia esplorativa con chiusura della fistola tramite un tessuto autologo del paziente stesso. Questo intervento in genere risolve le vertigini ma non incide granchè su una eventuale diminuzione d’udito associata.