Impianti acustici – Introduzione

E’ noto come la sordità risulti essere tra le malattie più altamente invalidanti, attualmente nel mondo 1 individuo su 1000 nasce sordo,1 su mille lo diventa nel corso della propria vita ed una persona su 10 ha problemi di udito di vario grado. Secondo gli ultimi dati OMS( Organizzazione Mondiale Sanità), più di un miliardo di persone nel mondo, ha problemi di udito. Per le sordità severe/profonde, totali bilaterali o mono laterali se, queste ultime, associate ad acufene (ronzio auricolare) oggigiorno la soluzione ideale è data dall’applicazione dell’impianto cocleare. Nei casi di sordità parziale, quali le ipoacusie neurosensoriali in caduta per le frequenze medio-acute del campo tonale e tuttavia con un buon residuo uditivo per le frequenze gravi (suoni bassi), la soluzione è data dalle protesi acustiche impiantabili che sfruttano la stimolazione elettro-acustica (EAS o Hybrid). Questi dispositivi infatti, sfruttando sia la tecnologia dell’impianto cocleare che quella della protesi acustica convenzionale, permettono una buona riabilitazione uditiva dei pazienti affetti da sordità parziale.
Molti pazienti affetti da sordità di grado medio o grave risolvono il loro problema uditivo con l’utilizzo delle protesi acustiche tradizionali presenti sul mercato ma per quelle categorie di pazienti difficilmente o non altrimenti trattabili con queste ultime, la soluzione ideale è oggi rappresentata dagli impianti uditivi (vere e proprie protesi acustiche impiantabili) che tramite un intervento chirurgico vengono impiantati sia nell’orecchio medio (Vibrant Sound Bridge) che sull’osso mastoideo (Baha, Baha Attract, Bonebridge).

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